28 Settembre 2020

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Virus Zika, monito dell’Onu: Paesi colpiti autorizzino contraccezione e aborto

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Il virus Zika si sta diffondendo. Ormai sono oltre 24 i paesi dove sono stati riscontrati casi. Dal Sud America, fino al Nord America, con il primo caso di contagio da uomo a uomo. È di ieri l’annuncio del primo caso di donna incinta contagiata in Europa, più precisamente in Spagna.

Per questo l’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad al-Hussein ha lanciato il monito ai paesi sud americani più colpiti dal virus, chiedendo di garantire alle donne il diritto all’interruzione di gravidanza, fornendo loro anche consulenza su salute sessuale e riproduttiva e permettendo la contraccezione.

“Le leggi e le politiche che restringono il loro accesso a questi servizi devono essere riviste con urgenza, allineandosi agli obblighi internazionali sui diritti umani per garantire il diritto alla salute per tutti”. Queste le parole di Cecile Pouilly, portavoce dell’alto commissario che ha chiesto quindi, ai governi di questi paesi di “cambiare tali leggi, perché come possono chiedere alle donne di evitare gravidanze?”

Ricordiamo che in quasi tutti i paesi del Sud America, continente maggiormente colpito dal virus, è vietato l’aborto ad eccezione di Cuba, Guyana e Uruguay. In Brasile è consentito solo in casi estremi: quando mette in pericolo la vita della donna incinta o in caso di stupro.

L’allarme per le donne incita è maggiore in quanto è stato riscontrato che quando contratto da donne in gravidanza il virus sarebbe collegato alla microcefalia, malformazione che fa nascere i bambini con il cranio più piccolo del normale.

Zeid ha affermato: “Il consiglio formulato da alcuni governi alle donne di ritardare la gravidanza ignora la realtà del fatto che molte donne e ragazze non possono semplicemente esercitare il controllo su se o quando o in quali circostanze rimanere incinte, soprattutto in un ambiente in cui la violenza sessuale è così comune”.

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