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Voli cancellati per carenza di carburante, Ue: “Ok rimborsi, no a risarcimenti”

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Se quest’estate alcuni voli venissero cancellati per una grave carenza di carburante, i passeggeri non avranno automaticamente diritto al risarcimento. È questo il punto chiarito dal commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas dopo il confronto con i ministri Ue: in presenza di circostanze eccezionali, come l’impossibilità di rifornire gli aerei, le compagnie non sono tenute a pagare la compensazione economica. Restano però garantiti il rimborso del biglietto, la riprotezione su un altro volo e l’assistenza in aeroporto.

La distinzione chiave è tutta nella causa della cancellazione. Se un volo viene annullato per una reale carenza di carburante si parla, appunto, di circostanza straordinaria. In questi casi la normativa europea esonera le compagnie dal pagamento della compensazione economica. Il passeggero, però, non resta senza tutele: ha comunque diritto a scegliere tra il rimborso del biglietto o un volo alternativo, oltre all’assistenza durante l’attesa. Diverso invece il caso in cui il volo venga cancellato per ragioni legate ai costi del carburante. Qui non si tratta di un evento eccezionale ma di una decisione della compagnia, e quindi il risarcimento resta dovuto.

Il diritto alla compensazione dipende anche dai tempi di comunicazione della cancellazione. Non è previsto alcun risarcimento se il volo viene annullato con almeno due settimane di anticipo, oppure con un preavviso più breve ma accompagnato da un’alternativa adeguata. Negli altri casi, le cifre sono stabilite in base alla distanza: 250 euro per le tratte più brevi, 400 per quelle intermedie e fino a 600 euro per i voli più lunghi (oltre 3500 km e fuori dall’Ue). L’importo può essere ridotto se al passeggero viene offerto un volo alternativo che consente di arrivare con un ritardo limitato.

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