4 Dicembre 2020

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Voto Usa. Obama attacca Trump: “è bugiardo e incompetente”

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Si infiammano i toni della campagna elettorale a pochi giorni dal voto negli Usa. Barack Obama attacca senza mezzi termini Donald Trump, accusandolo di “incompetenza e disinformazione” e si conferma, ancora una volta, come il più efficace sostenitore della candidatura di Joe Biden e un fattore chiave per incoraggiare neri, latini e giovani elettori ad andare a votare.

Secondo l’ex presidente, il tycoon mente ogni giorno: “e a causa sua, la nostra reputazione nel mondo è a pezzi e la democrazia è a rischio”. Quindi ha puntato il dito sul “modo di insultare chiunque non lo sostenga o minacciare di mandarlo in galera: “Non è un comportamento normale per un Presidente – ha aggiunto – Non potremmo tollerarlo dal preside di un liceo, non potremmo tollerarlo dall’allenatore, non potremmo tollerarlo da un collega. Non potremmo tollerarlo nella nostra famiglia, eccetto forse da parte di uno zio pazzo”.

Obama ha quindi criticato Donald Trump che, ha “usato il suo ruolo come un reality show in cui doveva attirare l’attenzione”. “Non ho mai pensato che Trump abbracciasse la mia visione ma speravo, per il bene del Paese, che potesse mostrare interesse nel prendere seriamente il lavoro. Ma non è successo. Non gli interessa altro che aiutare se stesso e i suoi amici. E in ogni caso, il suo reality ha avuto indici bassi”.

Obama non ha mai chiamato Trump per nome, ma ha portato avanti una critica feroce nei confronti del tycoon, sulla gestione del coronavirus. Obama ha ammesso che questa pandemia sarebbe stata difficile da affrontare per qualsiasi presidente, ma ha puntato il dito contro ‘The Donald’ invitandolo a pensare al numero di persone che avrebbero potuto salvare. L’ex presidente si è poi detto fiducioso che Joe Biden e Kalama Harris si circonderanno di “persone serie, capaci di affrontare la situazione”.

Il conto di Trump in Cina. Altro punto caldo dell’intervento di Obama è stato il conto bancario di Trump in Cina rivelato dal New York Times: “Potete immaginare cosa sarebbe accaduto se avessi avuto un conto segreto in Cina mentre correvo per la Casa Bianca? Mi avrebbero chiamato Beijing Barry. Ha pagato più tasse ad un Paese straniero che negli Stati Uniti”, ha denunciato. “Io stesso ho pagato più tasse di lui quando avevo 15 anni e distribuivo gelati”.

Elezioni senza rimpianti. “Non lasciamo che questa elezione ci lasci rimpianti perché il Presidente l’ha già detto, “se il risultato sarà incerto, mi inventerò qualcosa”. Lui è già pronto a farlo, così non dobbiamo lasciare nessun dubbio, non dobbiamo essere compiacenti. Non mi interessano i sondaggi. Andate a votare e convincete gli altri a farlo”.

Barack Obama si è schierato a favore delle proteste antirazziali che, hanno attraversato le città americane dopo la morte di alcuni afroamericani. “Hanno detto che protestare era antiamericano – ha attaccato – invece è profondamente americano protestare in nome della giustizia, è il fondamento dell’America”.

Intanto Trump sembrerebbe deciso a una mossa clamorosa. Licenziare in tronco l’uomo da lui scelto per guidare gli agenti federali, ovvero Christopher Wray. Un licenziamento di Wray metterebbe a rischio anche la permanenza nel governo di William Barr, l’Attorney General (ministro di Giustizia) che sempre al limite delle regole (e qualche volta scavalcandole) è rimasto uno degli ultimi fedelissimi di Trump.

Il presidente uscente, non avrebbe apprezzato che, sia Wray che Barr, non si siano piegati alla sua volontà, che era quella di mettere sotto inchiesta i Biden (il candidato democratico che lui continua a chiamare ironicamente ‘Sleepy Joe’) e il figlio dell’ex vice presidente di Obama, Hunter.