ART News

Agenzia Stampa per emittenti radiofoniche

Calling for peace: l’artista Francesco Barone all’UNESCO di Parigi

3 min read

Una figura inginocchiata, scolpita nel marmo Verde Alpi, tende le mani in avanti accogliendo un ramo d’ulivo in ottone. È Calling for Peace, l’opera ideata e realizzata dall’artista Francesco Barone, con il contributo del designer Simone Roveda, presentata il 21 settembre nella sede dell’UNESCO a Parigi, nell’ambito dell’omonima iniziativa internazionale fortemente voluta da AFG – All Future Generations – in occasione della Giornata internazionale della Pace. Un’opera in cui la materia diventa linguaggio e il gesto artistico si fa messaggio. Il marmo Verde Alpi, attraversato dalle sue venature naturali, racchiude la memoria e l’eredità del passato; l’ottone, modellato da Francesco Barone col fuoco, simboleggia la responsabilità di agire nel presente.

La figura inginocchiata non evoca sottomissione, bensì un gesto di cura: l’atto di chi si avvicina alla terra e decide di piantare un seme di pace, senza sapere se sarà lui a raccoglierne i frutti. Durante l’evento, incentrato sui tre pilastri fondamentali dei diritti umani, del contrasto al cambiamento climatico e del rispetto per ogni forma di vita, la madrina dell’iniziativa, Alicia Fall, giornalista e produttrice pluripremiata, ha accompagnato i principali momenti della cerimonia. All’apertura dei lavori è intervenuto Nicola Paparusso, fondatore di AFG – All Future Generations.

Nel corso dell’incontro, Francesco Barone ha consegnato le statuette artistiche Calling for Peace, create per l’occasione, alle personalità di rilievo internazionale, tra cui Claudio Andrea Gemme, CEO di ANAS; Daniel Grieder, CEO di Hugo Boss; Marco Falcioni, direttore creativo di Hugo Boss e Valeria Mangani, fondatrice e presidentessa della Sustainable Fashion Innovation Society. Francesco Barone ha dichiarato: “Quando è nato il progetto Calling for Peace, ho avvertito subito la responsabilità di raccontare la pace attraverso ciò che conosco meglio: la materia e il lavoro delle mie mani. Per me la pace non è un concetto astratto che riceviamo passivamente, ma una costruzione quotidiana. È nel gesto di accogliere e piantare quel ramo d’ulivo che risiede il senso della nostra responsabilità collettiva”.

La partecipazione all’evento UNESCO segna una nuova tappa nel percorso artistico di Francesco Barone, titolare insieme al fratello Mauro di Barone Italia, azienda di famiglia con una lunga tradizione nella lavorazione dei metalli. È proprio all’interno di questa eredità artigiana che si sviluppa la sua ricerca artistica, nata dal desiderio di esplorare le potenzialità espressive del metallo e di trasferire nell’arte e nel design d’autore tutte le sue conoscenze e il saper fare maturati negli anni. Il metallo è per l’artista una materia viva, da trasformare attraverso il fuoco e il lavoro manuale: la fiamma lo rende più docile fino a plasmarlo in forme organiche ispirate alla natura. Rami, foglie ed elementi vegetali prendono forma direttamente dalle sue mani e nelle sue opere arrivano a comporre veri e propri “bonsai vivi in metallo”. Ogni creazione nasce così come pezzo unico, in un equilibrio tra la forza del metallo e la fragilità delle forme naturali che l’artista sceglie di riprodurre.

Una ricerca cresciuta anche nel confronto con artisti e designer internazionali, in un dialogo che negli anni ha portato il suo lavoro a misurarsi con linguaggi e sensibilità diverse. Un percorso fatto di incontri e contaminazioni, che trova nel progetto più recente, Cerchi di Pace, una delle sue espressioni più significative. L’installazione artistica di cinque metri, ideata da Paola Albini e promossa dalla Fondazione Franco Albini e Studio Albini Associati è stata realizzata da Francesco Barone con un intervento artistico di Marco Gallotta. Il lavoro porta in vita il Totem Olimpico progettato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner per i Giochi Invernali di Cortina, mai realizzato allora. Dopo la presentazione alla Fabbrica del Vapore, l’opera è stata trasferita al Politecnico di Milano, dove il suo messaggio di pace continua tuttora a incontrare il pubblico. A Parigi, con Calling for Peace, la ricerca di Francesco Barone incontra così un contesto internazionale e affida all’arte un messaggio semplice e universale: la pace nasce da un gesto e una scelta e, come un seme, può germogliare solo se trova cura.

Autore

Facebook
X (Twitter)