10/04/2021

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Governo, al via il voto su Rousseau: M5S invita al Sì. Attesa per i nomi del nuovo esecutivo

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Ha preso il via dalle 10 di questa mattina la votazione degli iscritti al Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau per scegliere tra l’adesione o meno al governo di Mario Draghi. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, saranno pubblicati dopo le 19.

Il quesito recita così: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”. Davide Casaleggio fa sapere che qualora vincesse il no, ci sarà da stabilire se il voto del Movimento sarà negativo o di astensione. Alla domanda se teme una scissione, Casaleggio ha risposto: “Io spero che ci sia una grande partecipazione a questo voto”.

Il ministro degli Esteri, Lugi Di Maio, in un post su Facebook invita gli iscritti pentastellati a votare Sì sulla piattaforma Rousseau per l’appoggio al governo Draghi e dichiara: “Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare Sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo. E’ stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni”.

Voterà Sì anche il presidente della Camera Roberto Fico, che spiega: “Il Movimento in queste ore consulterà i propri iscritti per decidere se partecipare a un governo che metta al centro il superamento delle emergenze attuali, il Recovery Plan e la transizione ecologica, guidato da Draghi. Il momento delicato che il Paese sta vivendo ci impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità”.

La leader FdI, Giorgia Meloni, rimarca invece il suo No al governo Draghi: “Il tentativo di convincerci c’è stato, ma chi ci conosce sa che su queste cose abbiamo una parola sola. Se ci asterremmo lo valuteremo alla fine, sulla base del perimetro del governo e del programma. Di certo, non voteremo la fiducia. Dall’opposizione non avremo preconcetti e se ci saranno provvedimenti che riteniamo giusti li voteremo”, aggiunge.

Attesa intanto per i nomi che faranno parte del governo Draghi. L’attenzione si concentra soprattutto sul neonato ministero della Transizione ecologica, fortemente voluto dai pentastellati. In corsa ci sarebbero Enrico Giovannini, economista, ministro del Lavoro nel governo Letta e presidente Istat dal 2009 al 2013; Walter Ganapini, ambientalista, membro del Comitato scientifico dell’Agenzia europea dell’Ambiente e tra i fondatori di Legambiente; Federico Testa, oggi a capo dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie.