Grecia, sì del Parlamento al secondo pacchetto di riforme. A favore anche l’ex ministro delle Finanze
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Via libera dal Parlamento greco alla seconda tranche di riforme richieste dai creditori internazionali per riaprire le trattative sul piano di salvataggio da oltre 80 miliardi. Superato dunque il secondo giro di boa per il governo Tsipras che riduce così, seppur lievemente, la ribellione all’interno di Syriza, portando dalla sua parte persino l’irriducibile Varoufakis, paladino della lotta all’austerità targata Bruxelles. Anche se – precisa lui stesso – si tratta solo di un appoggio per far guadagnare tempo al governo nella trattativa con i creditori.
Al termine di un dibattito protrattosi fino a tarda notte, l’esito del voto certifica 230 sì, 63 no, 5 astenuti. Tra i no di maggior peso venuti dalle file dei dissidenti di Syriza, quello della presidente del Parlamento che ha marcato ulteriormente la sua distanza rifiutandosi di presiedere la seduta.
Sul tavolo del Parlamento c’erano le modifiche al codice di procedura civile e l’adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento. Il sì a queste riforme consentirà di avviare il negoziato con la ex Troika (Ue, Bce e Fmi) e chiudere un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà restituire 3,2 miliardi alla Banca Centrale Europea.
Tsipras, prima del voto, ha ribadito che il compromesso accettato a Bruxelles è stato difficile, ma l’alternativa sarebbe stata la Grexit o il default. Comunque, ha rilevato, il piano garantirà aiuti che copriranno totalmente le esigenze greche per i prossimi tre anni, inoltre darà il via alla discussione sulla ristrutturazione del debito. “Abbiamo lottato e seminato, e vinceremo”, ha assicurato il premier.
