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Irpef, metà degli italiani non paga neanche un euro

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Circa nove milioni di contribuenti in Italia non versano un euro di Irpef. 42,8 milioni di persone hanno presentato una dichiarazione dei redditi, ma soltanto 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Considerando una popolazione complessiva di circa 58 milioni di residenti, l’analisi di Itinerari Previdenziali individua quindi circa 24,8 milioni di persone che non risultano versare Irpef.

Quasi la metà degli italiani non ha redditi “e quindi vive di fatto “a carico” di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su, corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l’Irpef.

In Italia ci sono 42,8milioni di contribuenti su 58,9 milioni di abitanti. Tuttavia, stando a quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali – presentato questa mattina al Cnel – quelli che versano effettivamente sono poco più di 34,1 milioni.

Nel 2024 i redditi dichiarati sono stati 1.076 miliardi: nei primi tre scaglioni di reddito (fino a 20mila euro annui) ci sono il 47% dei contribuenti, quindi poco meno di 20,2 milioni di contribuenti che versano in media il 5% dell’Irpef totale. Gli italiani con redditi fino a 29mila euro rappresentano il 69,78% del totale e pagano il 21,33% di tutta l’Irpef, un’imposta di 46 miliardi, pari a un terzo della spesa sanitaria. Quanti dichiarano dai 35mila euro lordi in su rappresentano invece il 18,78% del totale contribuenti e pagano il 65% di tutta l’Irpef.

Considerando la fascia tra 29 mila e 35 mila euro (l’11,44% del totale), l’analisi sostiene che poco più del 30% dei contribuenti contribuisce a circa il 79% dell’Irpef. Una fotografia appunto “distante dal falso mito che vuole l’intera popolazione italiana tartassata dal fisco e dalle eccessive imposte”, sottolineano da Itinerari previdenziali.

“Un’enorme redistribuzione di ricchezza – ha spiegato il presidente del Centro Studi Alberto Brambilla – di cui non solo la maggior parte dei cittadini che fruisce, appunto gratuitamente, di quei servizi non si rende neppure conto ma che lascia oltretutto alle altre funzioni statali solo le residuali imposte indirette, le accise e la pericolosa strada del debito, negli ultimi anni cresciuto spaventosamente nell’indifferenza quasi generale. Con buona pace di investimenti e sviluppo, e infatti siamo ultimi in Europa per produttività e occupazione”.

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