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MPS, gli azionisti bocciano la fusione con Mediobanca

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La fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca non si farà secondo il progetto presentato agli azionisti. L’assemblea di MPS ha infatti respinto la proposta di incorporazione dell’istituto milanese nel gruppo senese: il 63,65% dei voti espressi si è pronunciato contro l’operazione.

La decisione segna una battuta d’arresto nel percorso di integrazione avviato dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di MPS e rappresenta un passaggio delicato per la strategia dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. L’obiettivo era riunire le due realtà sotto un’unica struttura societaria, rafforzando il gruppo e valorizzando le attività di Mediobanca, in particolare nel settore dell’investment banking e della consulenza finanziaria.

Il voto si inserisce in una fase complessa per il Monte dei Paschi, impegnato anche a definire la propria strategia di fronte all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo. Nel corso della stessa assemblea, gli azionisti erano chiamati a esprimersi su altre operazioni proposte dal management, tra cui le offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali.

La bocciatura della fusione lascia quindi aperti gli interrogativi sul futuro assetto del gruppo e sul percorso di integrazione tra MPS e Mediobanca. Gli sviluppi delle prossime settimane saranno determinanti per capire quali alternative verranno valutate e come si ridefiniranno gli equilibri nel settore bancario italiano.

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