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Salone del libro di Torino: successo per la prima edizione virtuale

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È da sempre l’appuntamento fieristico dell’editoria più importante d’Italia: padiglioni pieni di stand, autori prestigiosi, code interminabili per accedere alla manifestazione, sale gremite in cui, per anni, si sono susseguiti incontri, dibattiti, seminari, reading e meeting per addetti ai lavori: tutto questo è sempre stato il Salone Internazionale del Libro di Torino. Ma quest’anno, per la prima volta, la kermesse ha stravolto l’organizzazione che l’ha caratterizzata per decenni ed ha proposto la prima versione “live” dalla manifestazione.

Un’edizione inedita, tutta in streaming, cui hanno preso parte nomi del calibro dello scrittore Salman Rushdie, del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, del romanziere Paolo Giordano, del premio Pulitzer Jared Diamond e di tantissimi altri. E’ mancato certamente l’aspetto di vicinanza fisica e questo ha pesato: il Salone infatti è un vero e proprio luogo di incontro, un incubatore di idee e di sentimenti; ma c’è un rovescio della medaglia: il Salone del Libro virtuale ha ampliato ulteriormente il suo bacino di utenti, essendo stato accessibile a tutti, da ogni parte d’Italia e non solo.

La lunga maratona virtuale, secondo gli organizzatori, ha toccato cifre importanti: su Youtube i live di sabato hanno totalizzato 65.590 visualizzazioni, quelli di venerdì 63.466. E se a questi dati si aggiungono quelli di Intagram, Twitter e Facebook, dove ogni post ha centinaia di interazioni, i dati ufficiali sono senza dubbio più elevati. Agli incontri dedicati ai giovani hanno partecipato 6000 studenti delle scuole elementari, medie e superiori di tutta Italia, di cui 2000 di “Torino Rete Libri”, la rete che coinvolge 50 biblioteche scolastiche della città.

L’ “effetto covid” in editoria e più in generale per gli eventi culturali è comunque destinato a perdurare anche quando l’emergenza sarà finita: l’aver trasferito sulla rete gli incontri e i festival ha infatti mostrato le sue ottime potenzialità; editori, scrittori ed artisti sono quindi propensi ad una nuova forma di diffusione della cultura, che sia in futuro più virtuale e meno legata “alla tradizione”. All’insegna dello streaming e della condivisione online, comunque lo si possa fare.

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