Sciopero generale, la Cgil: “Il piazza in 2 milioni”, Piantedosi: “A noi ne risultano 500mila”
2 min read
“Stop al Genocidio, siamo tutti Global Sumud Flotilla”: è un grido unico di centinaia di migliaia di persone quello che si è alzato da oltre cento piazze italiane nello sciopero generale che si è svolto oggi e che ha interessato scuole, trasporti, sanità.
Autostrade bloccate, tangenziali invase per ore a Roma e Milano nel pomeriggio di oggi a sostegno della Flotilla e della popolazione di Gaza. Ci sono stati cortei in tutta Italia e stop in tutti i settori. Occupata per circa tre ore la tangenziale est di Milano. Due i manifestanti fermati dalle forze dell’ordine in tangenziale e autostrada a Bologna.
“La mobilitazione di oggi è stata un successo: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza” comunica la Cgil. “In 300mila hanno percorso le vie della Capitale. Secondo i dati pervenuti finora, l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60%“.
“Le nostre stime sono diverse. Noi abbiamo al momento tra le 400mila e le 500mila persone sicuramente che hanno manifestato, che non sono poche” ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando ai giornalisti a margine della Leopolda 13 dello sciopero di oggi. “Sicuramente – ha aggiunto Piantedosi – la gran parte dei manifestanti, e noi l’abbiamo sempre detto, fanno questo nell’esercizio di una libertà e un diritto costituzionalmente garantito che noi faremo sempre di tutto perché venga assecondato. Altri si compiacciono di creare poi situazioni di violenza conclamata, come è stato in altre occasioni. Comunque, diciamo che il bilancio, per il momento provvisorio, ci lascia ben sperare anche per la giornata di domani, perché domani abbiamo una manifestazione nazionale che si preannuncia altrettanto impegnativa”.
