Teheran convoca gli ambasciatori di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia. Nel mirino le proteste antigovernative
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Gli ambasciatori di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia sono stati convocati dal governo iraniano dopo le proteste che da giorni infiammano il Paese. Un convocazione non affatto casuale, visto che si tratta di quelle nazioni che hanno pubblicamente sostenuto le proteste antigovernitive. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, gli avrebbe fatto vedere una serie di video delle proteste, “le violenze dei vandali rivoltosi”, come riporta al Bbc.
“Sostegno alle proteste inaccettabile”. E non poteva essere altrimenti, anche perché il governo di Teheran sostiene che qualunque sostegno politico o mediatico fornito alle proteste sarà ritenuto inaccettabile ed equiparato a un’ingerenza di Paesi terzi negli affari interni dell’Iran. Toni duri, quelli del ministro Araghchi, che fanno seguito al colloquio con l’inviato speciale americano Steve Witkoff, a cui Teheran avrebbe chiesto di fare di tutto per allentare la tensione creata dalle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump.
La possibile negoziazione. Proprio questa conversazione sarebbe stata interpretata dal leader americano come una mezza bandiera bianca da parte di Teheran. Secondo Trump, infatti, i leader iraniani avrebbero chiesto di “negoziare” dopo le sue minacce di un’azione militare. “La leadership iraniana ha chiamato” sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo che “si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare”. Il presidente ha tuttavia avvertito che gli Usa potrebbero “dover agire prima di un incontro”.
