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Trump, nuovo attacco al Papa: “Mette in pericolo molti cattolici”. La replica: “Se qualcuno vuole criticarmi lo faccia con la verità”

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A due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per ‘ricucire’ dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lancia un nuovo affondo a Papa Leone XIV e durante un’ intervista all’emittente Salem News ha affermato: “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Leone XIV preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”.

“Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità”. Lo ha sottolineato il Papa a Castel Gandolfo, prima di rientrare in Vaticano. “La chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio”.

A stretto giro anche la risposta del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a margine delle celebrazioni per i 70 anni di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di San Giovanni Rotondo: “Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace – come direbbe San Paolo – opportune et importune’”.

E ancora: “Anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa avrà occasione di rispondere perché quell’occasione – ha aggiunto in riferimento alle risposte di Leone in aereo lo scorso 13 aprile, giorno della partenza verso l’Africa – c’era l’incontro coi giornalisti. Ma la linea rimane quella”. Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla”, ha affermato ancora il segretario di Stato, sottolineando come la risposta di Leone XIV sia stata “una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace. Che questo possa piacere o non possa piacere, è un discorso, capiamo che non tutti sono sulla stessa linea. Però quella è la risposta del Papa”.

Intanto, il segretario di Stato Usa, Rubio, in conferenza stampa alla Casa Bianca, sull’operazione “Project Freedom” per liberare lo Stretto di Hormuz ha dichiarato che non si tratta di un’operazione offensiva ma difensiva. Lo stesso ha precisato: “ciò che significa è semplice: non si spara a meno che ci attacchino per primi”. Poi in merito all’incontro con il Papa afferma che era programmato da tempo e non “riparatorio” dopo le polemiche con il presidente Usa, Trump.

 

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