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Coronavirus, direttiva Viminale: controlli in aeroporti, stazioni e strade. Conte: ce la faremo

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Controlli nelle stazioni, negli aeroporti, lungo le strade in Lombardia e nelle 14 province a cui fa riferimento il decreto con le ultime misure per affrontare l’emergenza coronavirus. E’ uno dei punti della direttiva ai prefetti diramata dal Viminale. I cittadini in viaggio nelle “zone di sicurezza” – si sottolinea – dovranno fare un’autocertificazione per spiegare le “comprovate esigenze” lavorative, di salute o le situazioni di necessità alla base degli spostamenti.

C’è invece il “divieto assoluto, che non ammette eccezioni” per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 come già indicato nel precedente decreto del 24 febbraio ma, dice ancora il Viminale, “salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia il carcere.

Intanto con 133 morti in un solo giorno l’Italia fa segnare un bilancio di 366 vittime totali e diventa il secondo paese al mondo per decessi da coronavirus dopo la Cina. I contagiati, secondo l’ultimo bilancio fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli, sono 6.387, i guariti 622.

Si è sottoposto al tampone per il coronavirus, risultato negativo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. A spiegarlo è stato lo stesso premier in un’intervista a “Repubblica”. “I miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro” aggiunge Conte. “In questi giorni ho ripensato a vecchie letture su Churchill, è la nostra ora più buia, ma ce la faremo” racconta al quotidiano il capo del governo che sottolinea: “Voglio essere onesto e chiaro, come sempre:difficile fare previsioni,perché siamo di fronte a un virus nuovo e con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando.Il governo coordina con intensità e concentrazione la macchina organizzativa.Due gli obiettivi:contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché reggano la sfida.” Poi chiosa: “Siamo un Paese forte”.

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