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Crisi energetica, Bonomi: stop del gas “un vero terremoto economico”

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Previsioni fosche quelle del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi che parla di ‘un vero terremoto economico’ se si verificasse l’ipotesi di sospensione di gas dalla Russia. Secondo Bonomi in caso di uno stop totale, “avremmo un buco di 4 miliardi di metri cubi”, che resterebbe scoperto anche dagli stoccaggi nazionali al 90%.Motivo per cui -ha dichiarato ad Rtl -dobbiamo pensare, scenario peggiore, ad una strategia di razionamento”. Bonomi chiede inoltre “una scelta politica di grande responsabilità. Perché spegnere il sistema industriale significa mettere a rischio migliaia di imprese e posti”.

Bonomi auspica un intervento deciso del Governo: che “può e deve intervenire. Non possiamo aspettare due mesi per l’arrivo del nuovo governo” per affrontare “un problema di questa dimensione, che vuole dire mettere a rischio il sistema industriale italiano, mettere a rischio il reddito e l’occupazione delle famiglie. Oggi l’industria è un tema di sicurezza nazionale”.

Poi sul taglio del cuneo fiscale il n. 1 degli industriali ha aggiunto: “si può fare e si deve fare e non accetto che ci sia la narrazione che non ci sono risorse. Ho sentito tutti i partiti dire che sono d’accordo e i ministri di questo governo sono espressione di quei partiti. Se si vuole davvero fare il taglio del cuneo, mettere più soldi in tasca agli italiani, lo possono fare domani mattina. Il parlamento è ancora nel pieno delle sue funzioni”.

Si studia un piano per diminuire i consumi energetici. Durante il Cdm dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani è arrivata l’indicazione di abbassare la temperature dei riscaldamenti sia privati che pubblici fino a due gradi e diminuire di due ore l’orario di accensione a partire da ottobre. Nella riunione per fronteggiare l’emergenza gas, il ministro ha poi annunciato che la prossima settimana sarà varato dal governo un ampio piano di sostegno per le imprese, precisando che sarà abbassato il costo dell’energia.

L’Ue intanto valuta un tetto al prezzo dell’energia elettrica prodotta da fonti diverse dal gas in modo da ricavarne risorse con cui ammortizzare i costi delle bollette. Sarebbe questo il punto cardine della proposta illustrata in un documento non ufficiale che la Commissione europea avrebbe intenzione di presentare ai ministri dell’energia dei 27.

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