11/04/2021

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Caso Chico Forti: ecco i tre motivi che stanno ritardando il ritorno in Italia. A breve la svolta

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A oltre due mesi dall’annuncio del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, non si hanno notizie sul ritorno in Italia di Chico Forti: l’ex produttore accusato nel 1998 dell’omicidio dell’imprenditore australiano Dale Pike, il cui cadavere venne ritrovato su una spiaggia in Florida. Nel 2000 Forti venne condannato all’ergastolo e ancora oggi è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza vicino a Miami. Lui si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario e ha iniziato una lunga battaglia legale per cercare quantomeno di tornare in Italia.

Battaglia che con il tempo è diventata anche politica e in suo favore si sono susseguiti appelli e messaggi di solidarietà. Il caso e gli ultimi sviluppi sono stati approfonditi a “Crimini e Criminologia” su Cusano Italia TV (canale 264 del digitale terrestre). Tra gli altri è intervenuto Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia che sta seguendo la vicenda molto da vicino. L’onorevole Rizzetto ha spiegato: “Purtroppo dopo l’annuncio del ministro degli Esteri Luigi Di Maio del dicembre scorso, l’iter per il ritorno in Italia di Chico Forti si è arenato per tre motivi sostanzialmente. Il primo è un motivo meramente politico, cioè la crisi che ha portato alla caduta del governo Conte-bis; e in certi casi i lavori di Palazzo Chigi e quelli parlamentari si paralizzano”.

Le altre due cause per il ritardato ritorno in Italia di Chico Forti. Rizzetto ha aggiunto: “L’altro motivo è legato alla pandemia di Covid-19 che limita gli spostamenti, soprattutto a livello internazionale. Il terzo motivo riguarda le elezioni americane e il passaggio di consegne alla Casa Bianca tra Trump e Biden acuito peraltro dall’assalto a Capitol Hill. Al netto di tutto questo, noi di Fratelli d’Italia insieme ad altre forze politiche stiamo lavorando per cercare di sbloccare lo stallo. Ritengo che nel giro di qualche settimana la situazione si sbloccherà e Chico Forti tornerà finalmente in Italia. Merita di tornare nel suo Paese, per me è innocente ma è chiaro che poi in Italia il suo caso verrà esaminato dai giudici di casa nostra”.