Confesercenti: sfitto il 25% dei negozi

Secondo uno studio della Confesercenti sono oltre 627.000 i negozi sfitti (25%) dopo la chiusura dell’azienda che vi operava. Si tratta dunque di 1 negozio su 4 e in alcune periferie si sfiora il 40%.

Il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli, attribuisce la desertificazione commerciale sì alla crisi, ma anche alle liberalizzazioni e agli affitti sempre più elevati, soprattutto nelle aree di pregio. “I segnali della resa delle botteghe sono ben visibili nelle migliaia di saracinesche abbassate che si affacciano su strade che erano il regno dello shopping, ma che ora sono sempre più deserte e sempre meno sicure”.

Secondo Vivoli “serve patto tra commercianti e proprietari di negozi, amministrazioni comunali e Stato per rivitalizzare le città e favorire la nascita di nuove imprese”.

L’associazione, inoltre per incoraggiare nuove aperture, propone l’introduzione di canoni concordati e cedolare secca, un sistema già previsto per le abitazioni e che potrebbe essere declinato anche per il commercio portando nell’arco di due anni alla nascita di circa 190.000 negozi.

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