3 Dicembre 2020

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Coronavirus: i numeri nel mondo. In Argentina niente quarantena per chi è vittima di violenza

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Coronavirus Disease 2019 Graphic. (U.S. Air Force Graphic by Rosario "Charo" Gutierrez)

Il totale dei contagi nel modo è salito a 1.280.046, mentre i decessi sono 69.788, secondo l’ultimo bilancio della Johns Hopkins University & Medicine.

In Spagna, 637 morti in 24 ore: bilancio ancora in calo. Si tratta del numero più basso di vittime in 24 ore dal 24 marzo. Il totale dei decessi sale a 13.055 e i contagiati sono oltre 135 mila. Il ministero della salute ha dichiarato che il numero, il più basso in 13 giorni, ha portato il totale dei morti a 13.055, secondo solo all’Italia. Anche il numero di nuove infezioni ha rallentato, aumentando del 3,3 per cento a 135.032, in calo rispetto al 4,8 per cento del giorno prima.

In Francia si va verso peggiore recessione da 1945: è l’avvertimento del ministro dell’Economia Le Maire, secondo cui la Francia dovrebbe scontare nel 2020 la sua più forte recessione dal 1945.

Austria, riapertura negozi dal 14 aprile: sarà una ripartenza graduale degli esercizi commerciali. In un primo momento riprenderà l’attività dei negozi con meno di 400 metri quadri, i vivai e i centri fai da te. I primi di maggio dovrebbe invece riprendere l’attività di tutto il settore commerciale, anche dei parrucchieri, ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz.

Svizzera: salgono ancora i contagi, 21.100 casi. Ieri il bilancio dei casi positivi e’ aumentato di 822 arrivando a un totale di 21.100, secondo l’Ufficio federale della sanita’. Finora, almeno 559 persone sono morte a causa del virus. Le autorità svizzere ha dichiarato che ci sono 246 casi per 100 mila abitanti, una delle incidenze più alte in Europa”.

In Germania, oltre 100.131 contagi e 1.584 vittime. È quello l’ultimo bollettino della Johns Hopkins University. Secondo questa fonte sono 28.700, inoltre, i pazienti ricoverati (con un sorpasso su quelli italiani).

In Belgio la Brussels Airlines prolunga stop voli fino a 15 maggio. In un comunicato, la compagnia si è detta “obbligata” a fare tale scelta viste “le restrizioni ai viaggi in tutto il mondo e il continuo calo o assenza di domanda che ne consegue”. I passeggeri hanno tempo fino al 31 agosto per riprenotare i propri voli, che possono essere rinviati fino al 30 aprile 2021

In Russia 6.343 casi, i morti salgono a 47: i casi di coronavirus in Russia sono saliti di 954 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a toccare quota 6.343. La maggioranza dei contagi si è verificata a Mosca, dove ormai si registrano quasi 4.500 casi. Nelle ultime 24 ore sono poi morte altre due persone, portando il computo totale a 47. Lo fa sapere la task force nazionale contro l’epidemia.

In Giappone, Abe Shinzo è pronto a dichiarare lo stato d’emergenza: il premier giapponese ha proposto lo stato d’emergenza a seguito dell’espansione a ritmo sempre più allarmante del coronavirus, in particolare a Tokyo. Il decreto, secondo i media locali, sarà effettivo da martedì e il provvedimento, che riguarda un totale di 7 prefetture, avrà efficacia fino al 6 maggio. I casi di contagi di coronavirus nella capitale hanno superato nel fine settimana per la prima volta quota 1.000. A livello nazionale, il Giappone ha registrato più di 4.000 casi, con oltre 80 morti.

Filippine, rimproverato perché senza mascherina: attacca un agente e viene ucciso. Un 63enne è stato ucciso sull’Isola di Mindanao, nelle Filippine, dopo aver aggredito un agente che lo aveva rimproverato perché non indossava la mascherina. Il presidente Rodrigo Duterte aveva ordinato a polizia e militari di sparare a chiunque causasse dei problemi violando la quarantena. Si tratta del primo morto accertato per questo motivo.

Argentina: niente quarantena per donne e gay se subiscono violenza in casa. Le donne e i membri della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) vittime di violenze sono d’ora in poi esentati in Argentina dal rispettare la quarantena, disposta per il coronavirus fino al 13 aprile. E’ quanto prevede una risoluzione pubblicata dalla Gazzetta ufficiale a Buenos Aires. La disposizione, firmata dalla ministra delle Donne, generi e diversità, Elizabeth Gómez Alcorta, permette in sostanza a queste categorie di persone di uscire di casa per poter realizzare denunce o per chiedere aiuto