04/12/2021

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Rassegna: Champions, Guardiola non sa più vincere. Juve in bilico, il Napoli attende. Giro, oggi l’ultima tappa e poi la festa

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Rassegna stampa di domenica 30 maggio, la stagione per club 2020-21 va in archivio con la vittoria del Chelsea sul Manchester City e la coppa più importante d’Europa alzata al cielo del Portogallo, sotto gli occhi di circa 14mila persone presenti, atro dato fondamentale in questo momento storico. Il Chelsea vince 1-0 una gara giocata senza paura e senza tatticismi da entrambe le parti. La versione inglese del calcio si vede fin dalle prime battute, alla fine arriva un solo goal ma il ritmo è impressionante, non da finale, dove di solito le squadre appaiono sempre tirate e un po’ accorte. Potendo scegliere, vorremmo che il calcio in finale fosse sempre così, all’inglese appunto, il goal di Havertz è un esempio di verticalizzazione rapidissima e di difesa, in questo caso quella del City, disattenta e presa in contropiede fulmineo. Da sottolineare l’infortunio di Thiago Silva al minuto 39 del primo tempo e di De Bruyne al minuto 60, costretti entrambi a lasciare il campo. Dopo 7 minuti di recupero è il Chelsea a gioire, dopo qualche occasione City da brividi ma senza subire quell’assedio classico che siamo abituati a vedere in Italia, mantenendo abbastanza alta la linea difensiva, nonostante la stanchezza. Andiamo a vedere cosa hanno detto i tecnici della due squadre, partendo da Tuchel: “Sono così contento, è un sogno per me. Mi sembrava impossibile quando ho iniziato ad allenare, non credevo di poter alzare questa coppa e ora questo sogno si è realizzato. Guardiola: “”. Andiamo a vedere invece i titoli dei maggiori quotidiani odierni, partendo da Gazzetta dello sport. Tra gli argomenti di oggi, la situazione relativa a Donnarumma ma anche quella della Juventus che insieme a Real e Barcellona potrebbe essere esclusa dalla prossima Champions.

GAZZETTA DELLO SPORT- Al centro della prima pagina la finale di Champions League ma attenzione alle cose di casa nostra, sempre relative alla competizione europea del prossimo anno. La rosea  analizza così la vicenda da un punto di vista legale: “Dopo la lettera dei tre club- si legge- che annunciava l’intenzione di non accettare sanzioni da Nyon e sottintendeva il ricorso a una battaglia giudiziaria basandosi sul Trattato Ue, Ceferin non si muove di un centimetro. (…) Se davvero si arriverà a una battaglia legale- prosegue il quotidiano- ad un’eventuale squalifica i club risponderebbero con una richiesta (probabilmente accolta) di sospensiva al Tas. Ma poi le notizie importanti potrebbero arrivare dalla Corte di Giustizia Ue alla quale s’è rivolto il tribunale di Madrid per avere conferma che opporsi alla creazione di una Superlega violerebbe le regole del Trattato sulla libera concorrenza”.

CORRIERE DELLO SPORT- Più diretto invece il Corriere che non esita a saltare a conclusioni: “Se il procedimento disciplinare della Uefa contro Juventus, Real Madrid e Barcellona dovesse portare all’esclusione dalla Champions, questo avrebbe a cascata delle ripercussioni anche su altri club: per esempio il Napoli andrebbe in Champions, la Roma in Europa League, il Sassuolo in Conference League. Se poi la serie di ricorsi andasse per le lunghe, eventuali sanzioni sarebbero rimandate alle stagioni successive”.

CORRIERE DELLA SERA- Neanche a dirlo, il Giro d’Italia sulle pagine odierne del Corriere, ieri la penultima faticosissima tappa, da Verbania a Valle Spluga. 164 km tra pianura e montagne, calcando i territori svizzeri dei Grigioni, attraverso il passo del San Bernardino. Vince Damiano Caruso: ” Giro d’Italia. Giornata di gloria per Damiano: «Un sogno impossibile»”. E ancora: “«Ho fatto un sogno impossibile e oggi lo posso raccontare». Questa è la storia di uno di noi- si legge- gregario per una vita, campione per un giorno. Damiano Caruso da Punta Secca, 33 anni, operaio al tornio Bahrain di un capitano caduto e ritirato quando eravamo a Cattolica, un milione di curve fa, non merita la retorica dell’ultimo arrivato primo: asciutto come un giunco e fiero come il papà poliziotto nella scorta del giudice Falcone, in cima all’Alpe Motta lui si è raccontato con semplicità e zero metafore”. Oggi si arriva a Milano, 30 km con partenza da Senago, passando da Sesto San Giovanni. In rosa resta sempre il colombiano Bernal.