Expo: indagato il sindaco di Milano Sala

Tegola sulla giunta di Milano dopo che il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sulla ‘Piastra dei Servizi’ di Expo, l’appalto più rilevante dell’Esposizione universale per i lavori di preparazione dell’area su cui sono sorti i padiglioni. Insieme a Sala, accusato di falso materiale, c’è anche il legale rappresentante del gruppo Pizzarotti, accusato di tentata turbativa d’asta. Il primo cittadino si è detto estraneo ai fatti, ma si dice pronto ad auto sospendersi ufficialmente dalla carica davanti al Prefetto. 

L’ex commissario straordinario del governo per Expo 2015 non è  mai stato sentito dai magistrati ma aveva consegnato un audit sulla vicenda. 

Le questioni che, a detta della procura generale, non sono chiare e non sono state approfondite a sufficienza attraversano tutta la filiera dell’appalto per la Piastra di Expo: dalla nomina dei commissari nella fase pre-gara fino all’esecuzione del contratto.

Nel mirino, il prezzo al ribasso assegnato alla ditta Mantovani, di oltre il 41%.

Una cifra – questo il solco su cui si è mosso il sostituto procuratore generale Isnardi – non congrua per i prezzi di mercato. A evidenziare i primi “comportamenti illeciti” in questa vicenda, era stato un corposo rapporto investigativo del Nucleo di polizia tributaria, del 2014. Allora, il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, tolse l’indagine dalle mani di Alfredo Robledo, e gestì in prima persona il fascicolo.

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