Cdm: le Unioni Civili sono legge

Le unioni civili sono legge. E’ la principale decisione del Consiglio dei ministri presieduto stamattina da Paolo Gentiloni, tornato subito al lavoro, dopo essere stato dimesso alle 9 dal Policlinico Gemelli dove era ricoverato da martedì per l’impianto di uno stent.

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‘Era una promessa, ora è una legge’,

ha dichiarato la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, annunciando il via libera del governo agli ultimi adempimenti per le unioni civili. I provvedimenti approvati a Palazzo Chigi, contengono “disposizioni per l’adeguamento delle norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni alle previsioni della legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nonché disposizioni recanti modifiche e integrazioni normative per il necessario coordinamento sulla regolamentazione delle unioni civili delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti; disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e adozione di disposizioni di necessario coordinamento; disposizioni di coordinamento in materia penale.

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“Le disposizioni prese – precisa il ministro della giustizia Orlando – sono anche a tutela dei cittadini dei Paesi che non riconoscono e talvolta osteggiano questo diritto”.

“Con i decreti attuativi – spiega la senatrice del Pd Monica Cirinnà – vengono chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione fissando principi e pratiche inderogabili, rispondendo, tra l’altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo del 21 luglio 2015”. Poi aggiunge: “I decreti chiariscono che, come per il matrimonio anche l’unione civile può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo.

Si afferma poi che il matrimonio contratto all’estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell’unione civile.

E che questo questo vale solo per i cittadini italiani mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai principi del diritto internazionale privato”.

Infine “Viene chiarito un punto sul quale si sono verificate criticità con comportamenti difformi da parte dei sindaci e cioè che sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l’orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l’omosessualità sia penalmente sanzionata”.

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