19 Settembre 2020

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Legge elettorale, sì dalla Commissione: domani in Aula alla Camera

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La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il testo del relatore Emanuele Fiano sulla nuova legge elettorale. Il provvedimento sarà esaminato dall’Aula di Montecitorio domani alle 12.

I punti del cosiddetto “Germaninchellum”:

  • Soglia di sbarramento al 5% nazionale – Sono eletti in Parlamento solo deputati e senatori collegati sulla scheda a liste che superino lo sbarramento del 5%
  • Un solo voto, una sola scheda, una sola croce – L’elettore italiano riceverà due schede: una per votare alla Camera e una al Senato. Su ciascuna di esse dovrà mettere una sola croce che attribuirà al contempo il voto per il candidato nel collegio uninominale e per la lista proporzionale con il suo stesso simbolo.
  • 60% proporzionale, 40% maggioritario – La nuova legge elettorale è per il 60% proporzionale e per il 40% maggioritaria.
  • 60% candidati uomini e 40% donne in collegi, alternanza in liste – Ogni forza politica dovrà presentare nei collegi uninominali non meno del 40% di candidature femminili. Nelle liste bloccate per l’elezione con il proporzionale si dovranno alternare candidati donne e uomini. La parità di genere deve essere rispettata tanto alla Camera quanto al Senato.
  • Capilista un po’ meno bloccati, entrano dopo i vincitori dei collegi – Chi vince nei collegi entra in Parlamento con priorità rispetto a tutti i candidati del suo stesso partito indicati nella lista proporzionale. Solo dopo l’assegnazione dei seggi ai vincitiori nei collegi uninominali infatti saranno assegnati i seggi ai candidati nella proporzionale. Si seguirà l’ordine di candidatura in lista. I capilista saranno dunque i primi a entrare dopo i vincitori nei collegi.
  • Candidature plurime no, possibile un solo incrocio di collegi-liste – Ci si potrà candidare in contemporanea solo in non più di un collegio maggioritario e una lista proporzionale. Non sarà possibile candidarsi in più liste circoscrizionali.
  • Eletti i primi sconfitti nei collegi per chi non ne vince nessuno – Se una lista che supera il 5% non vince nessun collegio il primo a entrare in Parlamento sarà il meglio piazzato fra i non eletti e non i capilista.
  • Meno firme e meno burocrazia per presentare le candidature – Viene semplificata la procedura per presentare le candidature al Parlamento e ridotto il numero di firme necessario per presentarle. Per le candidature nei collegi non serviranno firme essendo i candidati nell’uninominali collegati alle liste circoscrizionali. Per presentare una lista circoscrizionale invece serviranno 2.000 firme per le circoscrizioni fino a 500mila abitanti, 3.000 per quelle da 500mila a un milione, 4mila per quelle oltre il milione. Ma in caso di elezioni anticipate il numero di firme minime richieste è dimezzato. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della nuova legge, inoltre, il governo dovrà introdurre per decreto la sperimentazione della firma digitale per la raccolta delle firme.
  • Entrata in vigore sprint per la riforma – La legge dispone che la sua entrata in vigore sarà il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
  • Chi vince la sfida nel collegio entra in Parlamento – Nei collegi vince il candidato che prende più voti. Chi vince nei collegi è sempre eletto in Parlamento, alla sola condizione che la lista di partito a cui è collegato abbia superato lo sbarramento del 5%.
  • 232 collegi uninominali alla Camera, 112 al Senato – Alla Camera i collegi uninominali assegnati con il maggioritario saranno 232 (1 in Val d’Aosta e 6 in Trentino Alto Adige previsti da norma ad hoc + 225 in palio nelle altre Regioni secondo la rispettiva popolazione). Al Senato saranno 112.
  • 378 seggi Camera e 203 Senato assegnati con la proporzionale – I seggi che saranno assegnati con la proporzionale saranno 378 alla Camera e 203 al Senato.
  • 28 circoscrizioni elettorali per assegnare seggi proporzionali – L’Italia viene suddivisa in 28 circoscrizioni elettorali per l’assegnazione dei seggi della quota proporzionale.
  • Da 2 a 6 candidati nelle cirscoscrizioni proporzionali – I candidati nella quota proporzionale nelle 28 circoscrizioni territoriali saranno indicati dai partiti in liste che possono avere un minimo di 2 e un massimo di 6 candidati.